Da sempre amo andare ai concerti. Penso, con un po' di presunzione, di averne visti molti, e di diversi artisti. Tutti gli amici però mi hanno detto sempre una cosa: Non hai visto un concerto se non hai visto Bruce Springsteen. La data torinese del 21 Luglio è venuta in mio soccorso, consentendomi di colmare questa lacuna e di verificare se tutte queste voci erano vere. Per l'occasione sveglia alle 6:00 e, poco prima delle 8 eravamo allo Stadio in attesa del concerto.
- Loose ends
- Badlads
- Hunrgy heart
- Outlaw Pete
- Working on the Highway
- Working on a dream
- Morder incorporated
- Johnny 99
- American Skin (41 shots)
- Raise your hand
- Travelling band
- Drive all night
- Two hearts
- My love will not let you down
- Waiting on a sunny day
- The promised land
- My hometown
- Backstreets
- Lonesome day
- The rising
- Born to run
- Land of hope and dreams
- American land
- Glory days
- Dancing in the dark
- Twist and shout
Non ho mai visto nulla di simile, un concerto lungo 3 ore, vissute tutte ad una intensità indescrivibile, sempre a contatto con il pubblico tanto da cedere il microfono ai fans per farli cantare o da far salire sul palco una bimba per ballare con lei. Ho avuto la fortuna di seguire il concerto dalle primissime file e di arrivare davvero ad un metro da lui. Mi ha particolarmente stupito che, rispetto al concerto precedente a Roma, ha cambiato ben 14 pezzi, modificando addirittura la scaletta direttamente sul palco.
Una cosa è certa, di questo mostro io non voglio più perdermi nemmeno un concerto.