E quando ha speso tutto
ed ogni via
lo induce fatalmente alla memoria
ed anche il cielo aperto chiama storia
e in lui altro non cresce che apatia.
E quando nei suoi occhi,
nel suo cuore
non sente che la voglia di posare
E non ricorda cosa sia migrare
non ricorda cosa sia l'amore.
E quando la morale è la sua spada
non resta che scordarlo e dirgli addio
lasciarlo indietro come un vecchio Dio
abbandonarlo ai bordi della strada.
E quando della forza del passato
del sole che scaldava ogni suo gesto
non resta che un sorriso
troppo mesto
che vuole dire solo "Ho rinunciato"
E non ricorda cosa sia migrare
non ricorda cosa sia l'amore.
Martedì c'è stato l'ultimo concerto nomade in Piemonte. C'era la voglia di chiudere questa travagliata estate con il botto, purtroppo però il tempo non la pensava allo stesso modo, riservando una serata fredda e piena di pioggia. Nonostante poi ci fosse un bel posto al coperto l'organizzazione ha preferito montare il palco all'aperto, risparmiando dall'acqua solo le prime file.
Sangue al cuore
Lo specchio ti riflette
Dove si va
La mia terra
In questo silenzio
Mediterraneo
La dimensione
Lontano
Io voglio vivere
Asia
Intro + Suoni
Qui
Ci vuole un senso
Amore che prendi amore che dai
Il paese delle favole
Ne gioia ne dolore
Noi non ci saremo
Una storia da raccontare
Marinaio di vent'anni
Un giorno insieme
Un pugno di sabbia
Salutami le stelle
Ricordati di Chico
Ti lascio una parola
Canzone per un'amica
Dio è morto
Io vagabondo
Te Deum
Mi ha fatto piacere vedere, fin dall'inizio, Danilo, che è stato sul palco fino a Qui. L'ho trovato con più energia (ed anche qualche chilo in più) rispetto a Castagnole. E' stato un concerto molto atipico, con praticamente nessun volto noto e poche persone in generale. Probabilmente questo è stato l'ultimo appuntamento in cui ho visto i coristi. Credo che tutti i fans dei Nomadi debbano ringraziarli perchè, con grande umiltà, hanno intrapreso una strada durissima, dove avevano solo da perdere. Nonostante le tante critiche arrivate nei loro confronti, penso abbiano fatto un gran lavoro, sempre con il sorriso sulle labbra, divertendosi e facendoci davvero divertire.
Emozioni, lacrime, pelle d'oca, commozione. Così può esser riassunto il concerto di ieri a Castagnole delle Lanze. Da sempre Castagnole rappresenta l'appuntamento estivo per tutti i fans nomadi italiani, ma questo 35° raduno, dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni, sembrava davvero una data storica. E' apparso Danilo e tutto il pubblico si è dedicato completamente a lui. Ovviamente non ha potuto fare l'intero concerto, ma tutta la durata della sua esibizione è stata commovente ed emozionante, l'intera piazza era al suo fianco a sostenerlo e ad applaudirlo.
Come tanti amici, non sono riuscito a trattenere le lacrime quando, dopo tre mesi, ha rimesso piede sul palco. Anche per lui è stato davvero emozionante, tanto che, in più di un'occasione, si è lasciato andare alla commozione.
Definire unico questo concerto è fin troppo eufemistico. Prima di abbandonare il palco ha salutato i presenti dicendo questa frase: Grazie per quel che è stato, per quel che sarà, per il cammino che ci attende e per quello che dovremo ancora fare insieme, che sarà, io spero, ancora molto, molto lungo. Queste parole hanno lasciato, nella mia testa, molti interrogativi che spero siano risolti a breve. Non si può far finta che non sia successo nulla. Non mi interessano le divergenze all'interno del gruppo perchè non ho saputo nulla che non conoscessi già, però in quell'intervista Danilo ha parlato in maniera chiara delle sue condizioni fisiche, dicendo che non può più gestire simili ritmi. Desidero con tutto me stesso rivedere Danilo sul palco, ma la sua salute è molto più importante di una serata o di un tour. Vorrei semplicemente capire cosa realmente accadrà.
Non riuscirò mai a sopportare l'ipocrisia che serpeggia all'interno dei fans nomadi. Arrivando fin dalla mattina in piazza ho avuto modo di sentire, per tutto l'arco della giornata, non solo delle critiche nei confronti di Danilo (ognuno è libero di esprimere le sue opinioni), ma dei veri e proprio insulti nei confronti di una persona che, in cinque giorni, ha visto tre volte la morte in faccia. Ovviamente durante il concerto nessuno ha osato contestarlo, ma quando si sono riaccese le luci sono ricominciati, imperterriti, insulti continui. Sarebbe questo lo spirito nomade tanto elogiato dai fans?
Su questo sito c'è l'articolo che, negli ultimi giorni, ha letteralmente infiammato l'ambiente nomade. Ascolto i Nomadi da quando sono nato, ma il mio primo concerto è datato 1993. Sono letteralmente cresciuto guardando/idolatrando Danilo. La sua possibile dipartita dai Nomadi sarebbe davvero un colpo duro da accettare, perchè rappresenta una delle immagini più nitide che appaiono nella mia mente quando penso al gruppo.
Le motivazioni che lo spingono a questa scelta sono nobili ed assolutamente condivisibili. Domani potrebbe essere il suo ultimo concerto. Continuerò a seguire i Nomadi per diversi motivi: ci sono tanti amici appartenenti a questo ambiente e, soprattutto, Danilo è il frontman del gruppo, ma non è i Nomadi. Penso che sarebbe ingiusto ed ipocrita interrompere questo cammino insieme a loro.
I Nomadi, sono i Nomadi. Esercitano ed eserciteranno su di me sempre un magnetismo particolare. Anche se so che il concerto seguirà la falsa riga del precedente, anche se so che la scaletta subirà, per causa di forza maggiore, ben poche modifiche, anche se so che manca un elemento davvero importante, anche se so tutto questo non posso fare a meno di seguirli e, dopo ogni concerto, sono sempre contento di aver fatto festa con loro. Ieri sera l'appuntamento era al Gru Village di Grugliasco.
Una storia da raccontare
La dimensione
Lo specchio ti riflette
Sangue al cuore
Senza nome
In questo silenzio
Io voglio vivere
Dove si va
Mediterraneo
Un giorno insieme
I miei anni
La mia terra
Ci vuole un senso
Il paese
Amore che prendi, amore che dai
Crescerai
Il paese delle favole
Intro + Suoni
Qui
Senza patria
Noi non ci saremo
Nè gioia nè dolore
Un pugno di sabbia
Salutami le stelle
Ricordati di Chico
Stella cieca
Ti lascio una parola
Canzone per un'amica
Dio è morto
Io vagabondo
Scaletta con addirittura due modifiche, una rarità da prendere al volo in questo momento. Senza patria è stata una sorpresa tanto gradita quanto inaspettata. E' stato sicuramente il concerto nomade più caldo ed entusiasmante di questo tour estivo, loro molto carichi ed ottima la risposta del pubblico. Grandissima serata.
Venerdì 17 è la data simbolo della sfortuna. La mattina sembrava confermare le dicerie legate a questa giornata, cielo grigio e forte vento avevano messo in discussione la mia presenza al concerto dei Nomadi. Armato di buona fede e tanta speranza sono partito all'avventura per arrivare in uno stupendo paesino nel cuneese, condito da una bellissima cornice ed un caldo Sole. Classico pomeriggio tranquillo, con pochi volti noti, ma di estrema qualità.
Una storia da raccontare
La dimensione
Lo specchio ti riflette
Sangue al cuore
Senza nome
In questo silenzio
Io voglio vivere
Dove si va
Mediterraneo
Un giorno insieme
I miei anni
La mia terra
Ci vuole un senso
Il paese
Amore che prendi amore che dai
Crescerai
Il paese delle favole
Intro + Suoni
Qui
Per fare un uomo
Noi non ci saremo
Marinaio di vent'anni
Un pugno di sabbia
Salutami le stelle
Ricordati di Chico
Santina
Canzone per un'amica
Dio è morto
Io vagabondo
Tedeum
Dire che la scaletta è "classica" ormai è scontato. Graditissima però la sorpresa Santina, gentilmente richiesta nel preconcerto, che, come al solito, ha spaventato i nostri vicini. Probabilmente il concerto è stato meno vivo rispetto a domenica scorsa, il pubblico non era molto numeroso e caldo. Però quando sei con certi amici riesci a trasformare qualsiasi posto, qualsiasi contesto, in una vera festa.
Con difficoltà dimenticherò questa lunga settimana di live. Per concludere al meglio questa serie ieri sera sono stato in quel di Trecate, per il concerto dei Nomadi. Dopo lo spettacolo di Volpiano ero curioso di ritornare a sentirli per poter osservare i miglioramenti ed i possibili cambiamenti rispetto alla data della settimana scorsa. Chiunque ci sia sul palco fortunatamente dall'altra parte delle transenne c'è sempre qualche amico con cui condividere una giornata. Poi però, dalle 21:30:
Una storia da raccontare
La dimensione
Lo specchio ti riflette
Sangue al cuore
Senza nome
In questo silenzio
Io voglio vivere
Dove si va
Mediterraneo
Un giorno insieme
I miei anni
La mia terra
Ci vuole un senso
Il paese
Amore che prendi amore che dai
Crescerai
Il paese delle favole
Intro + Suoni
Qui
Per fare un uomo
Noi non ci saremo
Marinaio di vent'anni
Un pugno di sabbia
Salutami le stelle
Ricordati di Chico
Storie di mare
Canzone per un'amica
Dio è morto
Io vagabondo
Tedeum
La nota dolente del concerto riguarda la scaletta, tranne che per un cambio (Storie di mare al posto di Stella cieca) è identica a quella di Volpiano. Lo spettacolo sul palco è molto migliorato, sono tutti più liberi, sciolti, probabilmente perchè, data dopo data, sentono sempre di meno la responsabilità di dover sostituire un personaggio come Danilo.
Ritorno nomade. Dopo le brutte notizie del mese scorso i Nomadi hanno deciso di riprendere il loro cammino nel posto che maggiormente gli spetta, i palchi d'Italia. Come ha detto Cico, questo tour potrebbe chiamarsi "Aspettando Danilo". Non pretendo di conoscere le vere motivazioni che stanno dietro la scelta di continuare il tour senza la voce guida, però non mi sento di condannarla totalmente, ma nemmeno di appoggiarla a spada tratta. Sono andato a Volpiano con l'entusiasmo e la curiosità della prima volta, sicuro che, con tutti gli amici presenti, non mi sarei mai pentito della scelta.
Una storia da raccontare
La dimensione
Lo specchio ti riflette
Sangue al cuore
Senza nome
In questo silenzio
Io voglio vivere
Dove si va
Mediterraneo
Un giorno insieme
I miei anni
La mia terra
Ci vuole un senso
Il paese
Amore che prendi, amore che dai
Crescerai
Il paese delle favole
Intro + Suoni
Qui
Per fare un uomo
Noi non ci saremo
Marinaio di vent'anni
Un pugno di sabbia
Salutami le stelle
Ricordati di Chico
Stella cieca
Ti lascio una parola
Canzone per un'amica
Dio è morto
Io vagabondo
Bella scaletta, credo però che subirà minimi cambiamenti (se non nessuno) durante il tour. Mi sono piaciuti molto i ragazzi del coro, specialmente i due uomini, già bene immersi nell'atmosfera nomade. Ovviamente è solo il secondo concerto, con il tempo si scioglieranno e parteciperanno in maniera ancora più attiva. L'applauso più grande lo merita Cico, perchè si è caricato sulle spalle tutta la responsabilità dello show cavandosela più che bene, pur non avendo una spalla con cui confrontarsi.
Ovviamente si dovrebbero fare paragoni, ma non mi sento di farli. Penso che sia uno spettacolo diverso da come sarebbe stato e come tornerà ad essere quando Danilo si rimetterà, ma sicuramente non più brutto.
Ci sono canzoni che rimangono dentro la tua pelle. Puoi non ascoltarle per anni, ma sai che ci sono, ed ogni volta che ti capita di ritrovarle provi un'emozione unica. Questo è il Mio Pezzo, per anni, tornando dal mare, ascoltavo e riascoltavo questa canzone e, a distanza di tanti anni, la sento sempre più mia.
UN RICORDO
Forse è solo un ricordo del tempo che va, forse è solo
speranza già morta, chissà?
E forse è una cosa che mai si farà, e forse una volta, un
ricordo era già.
Il profumo dell’incenso si riflette, forte e denso, sulla nebbia
del cortile che si alza sulle rive.
Gente in fila sale in barca, pendolari che ogni alba,
riperpetuan laghi e monti, uno spinge i loro giorni.
Nel rumore del carretto, steso sotto il berretto, uno ronfa
già ubriaco, mentre il mulo gira adagio.
Tanti bravi sopra i muri, rimpiangon gli anni duri, e anche
andarla a denunciare, anche un niente può fruttare.
Il gioco degli scacchi, dell’avere per sé, rompe i contatti di
chi scaltro non è.
La stanchezza dei rotti rompe i perché, ma la guerra fra i
tutti, la ordina un re.
Vecchia manda l’acqua, col rumore di risacca, sulla ruota del
mulino, che riempie il suo destino.
Tra le canne di un canale, trilla il liuto del giullare, nel far
finta di esser sordo, intanto trova un accordo.
Cerca una coerenza, la musa di ogni scienza, che armonizza,
varie parti, poi procede senza sbalzi.
Ma la nube sopra il lago, resta il segno di un peccato, dal
mistero sempre uguale, che ci fa inchinare al male.
Certo, viene voglia, di dire: "Ho già dato" a chi inventa
conferme o chi ti chiede un passato.
E forse una cosa che mai si farà è anche una volta un ricordo
era già.
E forse una cosa che mai si farà è anche una volta un ricordo
era già.