Da qualche tempo ormai non faccio altro che ascoltare una canzone di Luciano Ligabue. Un pezzo che non ha mai inciso, disponibile sono in un bootleg del 1987.
HONG KONG:
C’è una bimba ad occhi a mandorla
che da queste parti chiamano Hong Kong,
e con aria così tenera,
tenera non ben da riuscire
a fare un po’ senso e soggezione.
Lei non parla la mia lingua
e io sono zero con la sua,
ma per imparare un po’ di tao
non è che si debba poi parlare.
Fai luce qua, raggio di sole del Levante.
Hong Kong
m’hai buttato a terra, vedi,
Hong Kong,
cerca di capire.
Hong Kong,
non vorrei contaminarti mai, mai.
Tu dimmi come fare.
Ecco che su frequenze altissime
dopo il dramma è contattarla lassù,
che ci son troppe mani viscide sotto di lei
che le voglion metter su paura.
Fai luce qua, raggio di sole del Levante.
Hong Kong,
m’hai buttato a terra, vedi,
Hong Kong,
cerca di capire.
Hong Kong,
non vorrei contaminarti mai, mai.
Tu dimmi come fare.
Hong Kong,
tu così mi lasci a piedi,
Hong Kong,
mi farai impazzire.
Hong Kong,
tu dimmi come fare.
Hong Kong,
tu così mi lasci a piedi,
Hong Kong,
mi farai impazzire.
Hong Kong,
non vorrei contaminarti mai, mai.
Tu dimmi come fare.
Hong Kong,
tu così mi lasci a piedi,
Hong Kong,
mi farai impazzire.
Hong Kong,
non vorrei contaminarti mai, mai.
Tu dimmi come fare.
Hong Kong,
m’hai buttato a terra, vedi,
Hong Kong,
cerca di capire.
Hong Kong,
non vorrei contaminarti mai, mai.
Tu dimmi come fare













