
Mi piacerebbe parlare di un Paese tra i più poveri al mondo (per la precisione il terzo Paese più povero del mondo): il Burkina Faso, più precisamente del Sahel, una regione che si trova a nord-est (proprio ai piedi del Sahara ed al confine con la Nigeria). Senza ombra di dubbio si tratta dell'area più povera dello Stato. In questa regione vivono sette etnie diverse che parlano sette lingue diverse. La popolazione è così suddivisa:
- 97% di Musulmani
- 2,5% di Animisti
- 0,5% di Cristiani
Queste popolazioni sono per la maggior parte nomadi che vivono di allevamento e agricoltura. La cosa incredibile è che queste etnie vivono in pace e in piena tolleranza religiosa e culturale, nonostante le lingue differenti, le religioni contrastanti e, soprattutto, le condizioni precarie di vita.
Nel 1979 è stata fondata l'associazione Unione fraterna dei credenti, gestita da Musulmani e Cristiani, che ha come obiettivo il raggiungimento dello sviluppo della regione attraverso la costruzione di laghi artificiali e di pompe necessarie a far uscire l'acqua dalle falde e, soprattutto, attraverso un dialogo interno basato sulla convivenza e sulla tolleranza.
L'associazione ha individuato quattro priorità:
- L'acqua
- L'educazione scolastica
- La sanità
- Il dialogo religioso interculturale.
Le prime tre sono principalmente gesite da iniziative di O.N.G., io invece vorrei parlare della nascita di un nuovo programma riguardante la quarta priorità. Questa settimana è stato ospite della diocesi il vescovo di Dori Mgr Joachim Oudreaogo che ha esposto il suo progetto per la costruzione di un Centro per educazione alla pace. Il nome del centro sarà Dudaljam (jam significa pace). Un luogo in cui bambimi e ragazzi appartenenti alle diverse etnie possano essere educati alla tolleranza, alla pace ed alla accettazione dell'altro. Ho avuto la fortuna e l'onore di parlare con il Monsignore e, posso assicurare, che si tratta di una persona straordinaria, molto in gamba e con delle idee magnifiche.
Si vorrebbe spingere la diocesi del Sahel oltre i confini della regione espandendosi a tutto il Burkina Faso ed essere da esempio per tutti i Paesi Europei.
Purtroppo i tempi sono brevi perchè, in questi anni, si sta verificando un clima favorevole al dialogo, ma, l'integralismo religiono (cristiano e musulmano) sta facendo freno alla situazione.
Sono molto graditi i commenti a questo progetto, non per orgoglio personale, ma perchè mi è stato personalmente chiesto di far conoscere l'idea. Inoltre, chi lo desidera, può contattare il Monsignore ai seguenti indirizzi e-mail:
episcopus@fasonet.bf
doriensis@hotmail.com (per questa è preferibile scrivere in francese)