Questo è il primo montaggio del nostro viaggio a Berlino. Rappresenta la lunga avventura che abbiamo dovuto intraprendere per raggiungere la capitale tedesca. Complimenti ad Abel e buona visione.
Questo è il primo montaggio del nostro viaggio a Berlino. Rappresenta la lunga avventura che abbiamo dovuto intraprendere per raggiungere la capitale tedesca. Complimenti ad Abel e buona visione.
Queste le partite della settimana:

L'altra sera ho visto l'ultimo film di Barry Levinson, Disastro a Hollywood. Mi aveva immediatamente colpito il grande cast (Robert De Niro, Sean Penn, Bruce Willis) e molto incuriosito la storia.
Il film racconta le vicende di Ben, un produttore hollywoodiano che impegnato a districarsi tra i mille problemi che lo star-system gli riserva oltre che a dover gestire due ex-matrimoni, uno non ancora superato.
Non mi è dispiaciuto, paga, a mio parere, un inizio un po' lento, ma è, tutto sommato, un film divertente. Ho apprezzato molto il ruolo di Sean Penn e di Bruce Willis che si sono descritti in maniera molto ironica. Non male.
Oggi festeggia 31 anni un personaggio che, negli ultimi mesi, con un paio di amici, ho imparato ad adorare. Può sembrare pazzesco dedicargli addirittura un post, ma questo telefilm (How I met your mother) è diventato parte integrante delle mie giornate
HAPPY BIRTHDAY TED
Oggi si festeggia una ricorrenza molto importante, una ricorrenza scomoda perchè, anche se sono passati solamente 64 anni, dall'interno del Paese arrivano strani segnali che dovrebbero destare grande preoccupazione. Anche il fatto che, come ogni anno, si cerchi di infangare la memoria di chi è caduto per liberare la nazione dalla nera dittatura è scandaloso.
Grazie a chi ha avuto il coraggio di morire per un'ideale.
Da quando siamo tornati da Berlino mi è stata rivolta un'accusa infamante: sono stato infatti definito una prostituta intellettuale, colpevole di non essere coerente con le mie opinioni. Questa canzone del maestro Edoardo Bennato penso possa essere un'ottima risposta ai miei detrattori. Nonostante l'America abbia dimostrato una grave arroganza inernazionale, è pur sempre la nazione che ci ha regalato Elvis, Marylin Monroe, i Jeans, il basket. E non possiamo non esserle grati per questo.
STOP AMERICA
Io ti avevo immaginata sempre ragazzina
sempre attenta a non calpestare i fiori quando cammina
enigmatica come Marylin in baby doll
energetica come una dose di rock ‘n’ roll
E improvvisamente tu mi appari, mi appari ora
nelle vesti inconfondibili di una signora
con l’aria di chi parla parla parla e a volte strilla
coi capelli freschi di tintura alla camomilla
Stop, stop America
non esagerare troppo con la severità
la tua musica, se tu urli così forte più non si sentirà!
E se a scuola tutto mi sembrava fermo all’ottocento
quando uscivo io con te volavo via col vento
con i suoni interplanetari di un juke-box
coi colori della Twenty Century Fox
Stop, stop America
non esagerare troppo con la severità
la tua musica, se tu urli così forte più non si sentirà!
Alla radio Elvis canta “Blue suede shoes”
e la scintilla parte da lì >
una chitarra conta sempre più di una spada
anche se c’è chi non la pensa così
Da bambino il mio mondo era diviso in classi
ed il ricco regalava al povero i panni smessi
e mentre si scannavano a trovare una soluzione
è arrivato il blue-jeans la vera rivoluzione
Stop, stop America
non esagerare troppo con la severità
la tua musica, se tu urli così forte più non si sentirà!
Tu ci hai regalato il rock e la fantasia
la tua musica, non potrà essere mai un valzer da vecchia zia
Una volta mi sembravi un poco più colorata
e una parte di colori li ho persi per strada
ma non voglio approfondire troppo la questione
perché quella che io sto cantando è una canzone
Sabato sera si è giocata Juventus-Inter, partita passata alla storia più per i continui insulti all'italiano Balotelli che per lo spettacolo offerto dalle due squadre. In questi giorni si è parlato molto della vicenda ed io ho qualche parere contrastante.
Gran parte del merito va riservato a Sky che, con un'abile missaggio nel pullman di regia, ha notevolmente amplificato i cori provenienti dalle curve. Dovrebbe lasciare un po' perplessi che uno stadio di 25.000 posti come l'Olimpico (ed è anche risaputo che gli ultras juventini sono particolarente silenziosi) possa esser più rumoroso di uno da 89.000 posti come San Siro.
Questo non deve assolutamente fornire un alibi per quel che è successo, la squalifica per un turno del campo mi sembra addirittura riduttiva. Non credo però che questo possa esser definito vero razzismo. Si è trattato, a mio parere, di ignoranza di tifosi che, frustrati dal gap tecnico visto sul terreno di gioco, si sono scagliati, come delle carogne, sul bersaglio più facile da trovare: un ragazzino di 18 anni arrogante e di colore. E' difficile stabilire il confine tra discriminazione/razzismo e completa idiozia, in qualunque modo si voglia definire si è trattato di una vera vergogna.
Queste le partite della settimana: